AERONAUTICA: AL VIA LA GIORNATA AZZURRA

ROMA – Sei ore di esibizioni di aerei italiani e stranieri, pattuglie acrobatiche, Frecce Tricolori, la simulazione di un’azione aerea in zona di crisi. Sono le principali attrattive della Giornata azzurra 2008, la festa organizzata dall’Aeronautica militare a Pratica di Mare, che si é aperta questa mattina alle 9:30. Già dalle prime ore della mattinata l’affluenza alla manifestazione è stata massiccia. Oltre 100 mila persone sono già arrivate e se ne prevedono altrettante per il momento clou alle 17,30 con l’esibizione delle Frecce Tricolori. La grande affluenza ha creato non pochi disagi al traffico proveniente da Roma. Per questo, al momento è stato chiuso l’accesso dalla via Pontina a Pratica di Mare. Gli organizzatori consigliano a coloro che non sono ancora partiti dalla capitale di raggiungere il luogo della manifestazione possibilmente in moto scegliendo percorsi alternativi.
Per la manifestazione di quest’anno é stato organizzato anche un evento ‘tattico’, che mostra la capacità operativa dell’Aeronautica di operare in una zona lontana dai confini nazionali. Lo scenario prevede di mettere in sicurezza un aeroporto in una zona di crisi e utilizzarlo come testa di ponte per le successive operazioni in profondità, di stabilizzazione e per l’invio di presidi sanitari per la popolazione. L’evento vede coinvolte, in 40 minuti di azione spettacolare, tutte le componenti operative dell’Aeronautica. In particolare, sono impiegati due caccia Euro Fighter, per assicurare la superiorità aerea, ovvero il controllo dello spazio aereo, due velivoli cacciabombardieri Tornado e due AM-X per simulare operazioni di neutralizzazione e dissuasione della minaccia a terra, due elicotteri HH-3F e un elicottero AB-212 con a bordo incursori dell’Aeronautica e Fucilieri dell’aria. Durante l’esibizione, che ha avuto luogo stamani, questi ultimi hanno eliminato le ultime sacche di resistenza e fornito la necessaria cornice di sicurezza per l’atterraggio dei velivoli da trasporto C27J e C130J. Alla manifestazioni sono presenti numerose autorità: nel pomeriggio è anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa.

Fonte Ans del 25 maggio 2008

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ESERCITO: BERSAGLIERI SFILANO A PORDENONE

ESERCITO: BERSAGLIERI SFILANO A PORDENONE

PORDENONE – Centomila bersaglieri con le loro famiglie hanno invaso  pacificamente Pordenone, per la conclusione del 56/mo raduno nazionale. Alla presenza del sottosegretario Roberto Menia in rappresentanza del Governo e del Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Fabrizio Castagnetti, i fanti piumati sono sfilati, in un clima di festa, per le vie della città. “Non c’é teatro di operazioni – ha ricordato il generale Castagnetti – dai Balcani al Libano, dall’Iraq all’Afghanistan, non c’é situazione di emergenza e non c’é evento di particolare rilievo ove i bersaglieri non siano stati presenti”. Aperto dalla fanfara di Lonate Pozzolo (Varese), il corteo comprendeva giovani e reduci, suddivisi in sette scaglioni, tutti a passo di corsa. Dei reparti in servizio dell’Esercito ha sfilato l’11/mo reggimento di Orcenico, appena rientrato dal sud del Libano, dove ha operato in seno alla missione Unifil per sei mesi. A correre con loro vi erano anche un reduce della battaglia di El Alamein, Pasquale Cipriani, di 85 anni, e un senatore della Repubblica, il gen. Mauro del Vecchio. Molti applausi hanno seguito la lettura del messaggio giunto dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che tra l’altro dice: “Le fiamme cremisi, con entusiasmo e immutato ardore giovanile, hanno fatto la storia nazionale e dell’Esercito, dalle campagne risorgimentali sino alle attuali missioni per il mantenimento della pace”. Durante la cerimonia di apertura, su un maxi schermo è stato realizzato un collegamento con i bersaglieri della Brigata Garibaldi, attualmente nel sud del Libano come caschi blu. 

                                                                                                      Ansa del 25 maggio 08

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RAPITI DUE OPERATORI ITALIANI IN SOMALIA

 

 

RAPITI DUE OPERATORI ITALIANI IN SOMALIA 

 

Si tratta di Iolanda Occhipinti, di Ragusa, e Giuliano Paganini, di Pistoia. Nelle prime ore di stamani sono stati sequestrati, insieme ad un volontario somalo, ad Awdhegle, 65 km. a sud di Mogadiscio. I tre lavorano per la Cins (Cooperazione internazionale nord sud) su un progetto cofinanziato dalla comunita’ europea e dalla Fao. Elisabetta Belloni, capo dell’unità di crisi della Farnesina, conferma il sequestro

                                                   fonte Ansa

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NAPOLITANO -NO TRIBUNE TV AI TERRORISTI

(di Alberto Spampinato)
Il dovere della memoria impone innanzitutto il rispetto delle vittime del terrorismo e delle stragi. A loro lo Stato deve far sentire sostegno e vicinanza morale, e deve assicurare quella giustizia piena e chiara che “non sempre si è riusciti a fare”.Lo ha detto Giorgio Napolitano in un discorso vibrante di sdegno e a tratti interrotto da una commozione che ha bloccato la voce in gola al presidente della Repubblica. Per l’occasione,’ il “Giorno del ricordo delle vittime del terrorismo e delle stragi”, ha voluto al Quirinale un pubblico d’eccezione. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, i presidenti delle Camere Renato Schifani e Gianfranco Fini, numerosi ministri ed ex ministri e i familiari degli assassinati dalla violenza politica e dalla lotta armata. Il Quirinale ne ha elencati 378 nel libro stampato per l’occasione, che di ognuno reca nome, foto e storia personale, perché non bisogna ricordare solo come sono morti, vittime degli anni di piombo. A loro il capo dello Stato ha tributato un riconoscimento collettivo e solenne senza precedenti. “Vorrei sentiste questa iniziativa come un gesto di riparazione e di vicinanza per il dolore che avete sofferto per perdite irreparabili e per il senso di solitudine e di disattenzione che vi ha fatto temere di essere dimenticati insieme con i vostri cari. Non può essere, non deve essere così. E’ l’impegno che oggi prendiamo”.
L’Italia, ha aggiunto, vi “doveva da tempo” questo omaggio che non può esaurirsi in una cerimonia, deve essere “proiettato nel futuro”.

Certamente la vostra più grande fatica, ha detto il presidente, riprendendo le parole di Mario Calabresi, figlio del commissario ucciso a Milano nel 1972, è stata far crescere figli liberi dal rancore e dall’odio , scommettendo tutto sull’amore per la vita, per guardare avanti “nel rispetto della memoria”. “Purtroppo questo rispetto è spesso mancato e proprio da parte di responsabili delle azioni terroristiche”, ha detto. E non pochi sono rimasti reticenti, non riconoscono ancora oggi la natura criminale del terrorismo. Lo stato democratico si è mostrato generoso con loro, “ma gli ex terroristi non avrebbero dovuto avvalersi dei benefici per cercare tribune da cui esibirsi, per dare le loro versioni dei fatti, tentare subdole giustificazioni”. Napolitano ha chiesto “discrezione e misura” e memoria delle proprie responsabilità morali. “Si deve dar voce non a chi ha scatenato la violenza, ma a chi l’ha subita. Napolitano ha dedicato un ricordo specifico ad Aldo Moro, affermando che fu scelto dai terroristi non come bersaglio “simbolico”, ma quale “perno” del sistema democratico che volevano abbattere, e quale “nemico più consapevole” e più lungimirante. Restano purtroppo, ha concluso, rischi di rinascita del terrorismo e trovano terreno fertile più che in nostalgie totalitarie, pur richiamate, nella logica dell’intolleranza. Un ultimo richiamo è stato dedicato ai movimenti di protesta: il dissenso deve manifestarsi liberamente, ma con un limite invalicabile: il rispetto della legalità.

AL QUIRINALE SI CELEBRA ‘GIORNO MEMORIA VITTIME’
Si è svolta questa mattina al Palazzo del Quirinale – si legge in una nota della presidenza della Repubblica – alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, la cerimonia di commemorazione del “Giorno della memoria” dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, condotta da Mario Calabresi, nel corso della quale sono intervenuti il presidente della ‘Associazione tra i familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna’, Paolo Bolognesi; la studentessa del Liceo Classico ‘Arnaldo’ di Brescia, Anna Ceraso, per il progetto ‘Memoria’ che coinvolge gli studenti della città della strage di Piazza della Loggia; il presidente della ‘Associazione italiana vittime del terrorismo e dell’eversione contro l’ordinamento costituzionale dello Statò, Giovanni Berardi, e la signora Agnese Moro. Successivamente, prosegue la nota, Arnoldo Foà ha letto un brano del discorso del presidente Aldo Moro ai gruppi parlamentari della Democrazia Cristiana il 28 febbraio 1978, e un altro brano tratto da un articolo del Presidente Aldo Moro pubblicato su ‘Il Giorno’ il 10 aprile 1977. Il presidente Napolitano ha, quindi, pronunciato il discorso commemorativo del ‘Giorno della memoria’.

Al termine della cerimonia, il Maestro Salvatore Accardo ha eseguito, con la pianista Laura Manzini, la Sonata n.3 in re min. op. 100 di Johannes Brahms, in segno di omaggio a tutti i caduti per la Patria, la libertà e la legalità democratica. Erano presenti il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il presidente del Senato Renato Schifani, il presidente della Camera Gianfranco Fini, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il vicepresidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, i familiari del presidente Aldo Moro e dei componenti della scorta periti in via Fani, le rappresentanze delle associazioni dei familiari delle vittime del terrorismo e delle stragi, e numerose autorità civili e militari.
Fonte: ANSA

 

 

 

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TRENT’ANNI FA IL SEQUESTRO MORO

16 marzo 1978, ore 9,02: una Fiat 132 con a bordo il presidente della Dc Aldo Moro e il maresciallo dei carabinieri Oreste Leonardi, guidata dall’appuntato Domenico Ricci, percorre via Mario Fani, seguita dall’Alfetta con i tre agenti della scorta, Raffaele Jozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi. Le due vetture sono partite, come quasi ogni mattina, dall’abitazione di Moro, in via del Forte Trionfale, e, seguendo il percorso abituale verso il centro, hanno raggiunto via Fani. In via Fani, davanti al bar Olivetti (chiuso per il riposo settimanale), pochi metri prima dell’ incrocio con via Stresa, una Fiat 128 con targa diplomatica frena bruscamente e viene tamponata dalle auto dei Moro, che restano bloccate. In tre minuti, un “commando” di brigatisti formato, almeno ‘ufficialmente’, da nove persone (più una decima con funzioni solo di vedetta), vestiti con divise da aviatori civili, uccide gli uomini della scorta e sequestra il presidente della Dc. Solo Jozzino, ferito, riesce a sparare qualche colpo, inutilmente, prima di essere finito. I terroristi hanno sparato in tutto 91 colpi, 49 dei quali ad opera di un unico killer, che usava un’arma mai ritrovata. Un testimone esperto di tiro definirà quel brigatista “un tiratore scelto” che sparava come “Tex Willer”. Il commando era formato da Valerio Morucci, Franco Bonisoli, Prospero Gallinari e Raffaele Fiore (il cosiddetto ‘gruppo di fuoco’), Mario Moretti e Bruno Seghetti (alla guida di due auto), Barbara Balzerani, Alvaro Lojacono e Alessio Casimirri (nel ruolo di ‘cancelletti’), più Rita Algranati che, più distante, doveva segnalare agitando un mazzo di fiori l’arrivo del corteo di auto con Moro a bordo. Molti testimoni hanno però parlato della presenza di due persone su una moto Honda. In più, nella ricostruzione ufficiale non quadra il fatto che tutti i terroristi avrebbero sparato da un solo lato, mentre una perizia (e alcune testimonianze) sembrerebbero dimostrare che uno dei killer era sul lato opposto. Moro stava andando alla Camera, dove Andreotti avrebbe presentato il suo nuovo Governo, il primo con l’appoggio del Pci, nato proprio dal paziente e faticoso lavoro di Moro. All’angolo dell’agguato c’era di solito il furgone di un fioraio, ma quel giorno era rimasto a casa perchè aveva trovato il suo mezzo con tutte le ruote squarciate. Da un balcone, un testimone, carrozziere, scatta diverse foto. La moglie, giornalista dell’Asca, consegna il rollino al giudice Infelisi. Alle 9,24 polizia e carabinieri dispongono posti di blocco sulle strade in uscita dalla città, mentre in via Fani sono arrivati i responsabili dell’ ordine pubblico ed Eleonora Moro. Lo statista, secondo la ricostruzione in seguito fatta da Morucci, con una “132″ scortata da altre due vetture ha raggiunto Monte Mario. Il presidente della Dc viene trasferito su un furgoncino e con questo viene portato in un parcheggio sotterraneo in via dei Colli Portuensi e qui trasbordato su un’ auto “blu” che lo porta nella “prigione” di via Montalcini. Alle 10:10 arriva all’ANSA la prima telefonata di rivendicazione delle Br. Nella giornata viene proclamato lo sciopero generale e centinaia di migliaia di persone manifestano a Roma e in tutte le più grandi città, mentre si susseguono i vertici a Palazzo Chigi, in questura, al Viminale. grandi città, mentre si susseguono i vertici a Palazzo Chigi, in questura, al Viminale. Il caos è aumentato dal fatto che i telefoni della zona, proprio in quel momento, rimangono muti. Un malfunzionamento dovuto, secondo la Sip, al sovraccarico delle linee.

 fonte ANSA

Add comment Aprile 19, 2008

FIERA CAMPIONARIA NOVARA

FIERA CAMPIONARIA: LE NOVITA’ DELLA 33ESIMA EDIZIONE

Inaugurerà il 19 aprile la 33esima edizione della Fiera che sarà allestita allo Sporting Village. Sindaco e assessori incontrano i cittadini nell’ambito dell’iniziativa “Il Comune di Novara incontra”.

La 33esima edizione della Fiera Campionaria di Novara si svolgerà allo “Sporting Village” di Sant’Agabio.
E’ questa la principale novità legata all’evento che dopo anni di permanenza nell’area di Viale Kennedy, ha trovato una nuova e più consona collocazione nei pressi del palazzetto del Terdoppio.
Dopo alcuni approcci con altri eventi di forte richiamo (un esempio su tutti la fiera Elettrica promossa da Comoli e Ferrari) la Fiera Campionaria di Novara apre dunque una nuova stagione per lo Sporting Village che, come programmato, si avvia a diventare il centro fieristico d’eccellenza della città di Novara.
Una opportunità importante per un complesso che si trova alle porte della città, nei pressi della tangenziale di Novara, facilmente collegato alla metropoli lombarda e vicino all’area Rho Pero, fulcro in espansione delle più svariate iniziative espositive nei settori più disparati.
Con i suoi 1720 metri quadrati di disponibilità espositiva (ampliabili utilizzando la zona esterna), quattro configurazioni previste a seconda delle più svariate esigenze, la possibilità di ospitare pubblico in concomitanza (fino a 1600 posti), 1168 posti auto, uffici, biglietteria, sala stampa, connessione internet Wi Fi, servizi bar, servizi assistenza in sala, e possibilità di noleggio di materiale utile alla riuscita degli eventi (dai palchi alle sedie, ecc.) lo Sporting Village si candida dunque a diventare un centro fieristico adatto ad ogni esigenza, vocazione che verrà ampliata con la realizzazione di una “piattaforma fiere” nell’area esterna ai palazzetti.

Anche quest’anno, alla Campionaria, il Comune di Novara sarà presente con un proprio stand. Il filo conduttore della zona espositiva è “Il Comune incontra…” che nel caso in questione sarà non soltanto uno slogan ma un vero e proprio confronto dell’amministrazione comunale con i visitatori dello stand. Infatti in fiera, secondo il calendario allegato, saranno presenti Sindaco ed assessori con l’obiettivo di confrontarsi con i cittadini su temi di interesse generale, come quelli legati alle opere pubbliche, alle iniziative in campo sociale ed ambientale, urbanistico e commerciale. Alcuni incontri di approfondimento si svolgeranno poi nella saletta conferenze della fiera (programma di seguito). Il programma delle presenze presso lo stand e degli incontri nella sala conferenze sarà disponibile anche presso lo stand del Comune di Novara

FONTE COMUNE DI NOVARA

Add comment Aprile 16, 2008

RIDUZIONE TASSA RIFIUTI PER LE FAMIGLIE NUMEROSE

RIDUZIONE TASSA RIFIUTI PER LE FAMIGLIE NUMEROSE

A decorrere dall’anno 2008 l’Amministrazione ha introdotto un’importante agevolazione al fine di ridurre il carico tributario della tassa rifiuti a favore di famiglie numerose, con almeno tre figli ricompresi all’interno del nucleo famigliare.Le famiglie con almeno tre figli ricompresi nello stato di famiglia anagrafico al 1 gennaio 2008 e con un l’ISEE redditi 2007 non superiore ad euro 15.000,00, possono richiedere una riduzione pari al 50% della tassa dovuta per l’abitazione occupata.Sempre a decorrere da quest’anno l’Amministrazione ha introdotto l’esenzione dalla tassa per le abitazioni e relative pertinenze occupate da nuclei famigliari che ricomprendono al proprio interno uno o più soggetti di età uguale o superiore ad anni 70 al 1 gennaio 2008 e con un l’ISEE redditi 2007 non superiore ad euro 7.300,00.Per beneficiare delle agevolazioni è necessario presentare entro il termine perentorio del 30 Giugno 2008 apposita istanza, debitamente compilata al Servizio Fiscalità Locale, Viale Manzoni 20 Novara.L’istanza di riduzione può essere scaricata dal seguente indirizzo web:
www.comune.novara.it/servizi/fiscalita/pdf/tarsu/modulisticaRifiuti/RichiestaRiduzioneAgevolazione.pdf
L’istanza di esenzione può essere scaricata dal seguente indirizzo web:
www.comune.novara.it/servizi/fiscalita/pdf/tarsu/modulisticaRifiuti/RichiestaEsenzione.pdf
Sia i modelli di istanza che tutte le informazioni necessarie possono essere richiesti presso gli uffici del Servizio di Viale Manzoni aperto nei seguenti orari:Lunedì 8,30 – 12,30
Martedì 8,30 – 12,30
Mercoledì 9,00-17,00 orario continuato
Giovedì 8,30 – 12,30
Venerdì 8,30 – 12,30

Informazioni telefoniche possono essere richieste i numeri 03213703640-68-69, posta elettronica tributi@comune.novara.it.

fonte COMUNE DI NOVARA

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TIBET, IL GOVERNO IN ESILIO: “100 MORTI A LHASA

 PECHINO – Dieci morti secondo le autorità cinesi, 80 secondo testimoni citati da Radio Free Asia, almeno cento morti secondo il governo tibetano in esilio. Il bilancio delle vittime dei disordini che ieri hanno sconvolto Lhasa, la capitale del Tibet, cresce di ora in ora mentre la situazione sul terreno rimane confusa.Pechino nega che sia stata dichiarata la legge marziale ma i residenti di Lhasa descrivono una situazione tutt’ altro che normale. Nuove manifestazioni di protesta di monaci tibetani si sono svolte intanto oggi nella provincia del Gansu, nel nordovest della Cina, secondo quanto riferito da gruppi internazionali filotibetani.

Agli stranieri viene impedito di uscire dagli alberghi, i cinesi non escono di casa per paura di essere attaccati dai tibetani e i tibetani perché hanno paura di essere arrestati dalle forze di sicurezza, che hanno completamente isolato alcune zone della città. Testimoni hanno affermato che nel centro della città si sentono ancora dei colpi di arma da fuoco e che ieri la sparatoria è durata per tutto il pomeriggio.

Agli stranieri non é ancora stato detto se e quando potranno lasciare la città. Un testimone ha visto “dieci, forse quindici carri armati” per le strade e “alcuni giovani” tibetani fermati dai militari. Le autorità cinesi dal canto loro hanno lanciato un ultimatum a quelli che definiscono i “ribelli”, affermando che coloro che si arrendono entro la sera di lunedì prossimo saranno trattati “con clemenza”.

Pechino finora non ha chiarito di quale etnia siano le dieci vittime annunciate, ma dalla formulazione delle loro dichiarazioni si evince che si tratta di cinesi “han” immigrati in Tibet che sarebbero stati attaccati da giovani tibetani. Immagini diffuse dalla CCtv, la televisione di Stato cinese, mostrano gruppi di tibetani che distruggono negozi vuoti e rovesciano delle automobili. Il viceprocuratore generale cinese Sun Qian intanto ha detto che i disordini di Lhasa sono stati provocati da “un pugno di monaci” sulla base di uno “schema premeditato dalla cricca del Dalai Lama”. Lo stesso magistrato ha aggiunto che la giustizia si occuperà “in modo appropriato” e “in accordo con la legge” dei responsabili delle violenze registratesi a Lhasa ieri.

fonte ANSA

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NOVARA SAPORI

Mostra mercato e spazio degustazioni.

Date: 8 e 9 marzo.Orari: dalle 10 alle 20.

Presentazione dell’evento:

Arrivati all’ultimo appuntamento della rassegna eno-gastronomica Novara & Sapori, l’evento ideato dall’Assessorato al Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura del Comune di Novara e gestito da Totem Eventi, in collaborazione con l’Associazione Nazionale La Compagnia dei Sapori, è ora di fare dei bilanci: l’evento, partito lo scorso settembre, è risultato una delle manifestazioni più apprezzate in città.

L’evento, che fin dalla sua prima edizione ha conosciuto un successo di pubblico calcolabile in circa 5.000 presenze, ha saputo coniugare ogni volta qualità, tradizione ed innovazione: unitamente ad una consolidata gamma di prodotti e ad alcune novità che di mese in mese hanno accresciuto l’offerta, ogni edizione si è arricchita di appuntamenti pensati peculiarmente per la città in modo da dare mensilmente alla manifestazione e a Novara un alto ritorno mediatico e di pubblico.

Decine, infatti, gli articoli apparsi su stampa locale, innumerevoli le presenze di visitatori e le richieste di informazioni da parte di un pubblico eterogeneo per provenienza territoriale.

Sabato 8 e domenica 9 marzo l’edizione di Novara&Sapori si presenta subito con una novità di rilievo: la mostra mercato di prodotti dell’eccellenza enogastronomica sarà distribuita lungo Via Rosselli.

Cambia la location ma non la formula vincente della manifestazione: fra i tanti prodotti esposti, rappresentanti le tipicità di molte regioni italiane, un accento particolare è riservato al vino, filo conduttore dell’evento.

Presso lo stand dell’Officina dei Sapori i visitatori potranno ritirare i calici da degustazioni in pratiche tracolle e girare fra gli stand dei produttori di vino per degustare le varietà esposte.

Per chi volesse approfondire le caratteristiche dei diversi vini, Franco Crimella, della delegazione novarese dell’Associazione Italiana Sommelier, sabato e domenica dalle 16.30 alle 19.00 terrà alcune lezioni sugli strumenti per godersi meglio un calice di vino, per valutare i colori e i profumi e per migliorare la personale capacità critica.

Fonte OKNOVARA

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APERTA LA BARA DI PADRE PIO

APERTA LA BARA DI PADRE PIO SAN GIOVANNI ROTONDO (FOGGIA) – L’annuncio ufficiale e’ arrivato quando mancavano quattro minuti all’1 di questa notte per bocca del vescovo delegato dalla santa Sede alle opere e al santuario di padre Pio, mons.Domenico D’Ambrosio: la bara contenente le spoglie del santo e’ stata aperta.
   La salma si e’ conservata bene, ha detto il prelato: ”Sin dall’inizio – ha riferito – si vedeva chiaramente la barba. La parte superiore del teschio e’ in parte scheletrita, il mento e’ perfetto, il resto del corpo e’ conservato bene. Si vedono benissimo il ginocchio, le mani, i mezzi guanti, le unghie. Se padre Pio mi permette, e’ come se fosse passato un manicure”.
   D’Ambrosio ha parlato dinanzi ad alcune centinaia di fedeli che dalla tarda serata di ieri si erano radunate in preghiera davanti al santuario quando si era diffusa la voce che la tomba sarebbe stata aperta. L’annuncio e’ stato accolto in modo composto, ma alla fine un lungo applauso ha accompagnato le parole di mons.D’Ambrosio quando questi ha confermato per il 24 aprile prossimo l’ostensione che sara’ presieduta dal prefetto della congregazione delle cause dei santi, cardinale Jose’ Saraiva Martins.
La prima conferma indiretta dell’apertura della tomba era stata data venti minuti dopo la mezzanotte da un frate cappuccino del convento, padre Fulgenzio. Il frate, uscendo dall’ingresso della foresteria e passando lungo un corridoio transennato circondato da fedeli e giornalisti, aveva detto ”E’ quasi intatto”. Dopo di lui erano usciti numerosi frati e anche alcuni medici, ma nessuno aveva dato la conferma ufficiale
dell’apertura della tomba, compito che spettava al vescovo.
LA SALMA ESPOSTA DAL 24 APRILE Sarà esposta nella cripta del sepolcro dal 24 aprile prossimo la salma di Padre Pio. Alla cerimonia di apertura della tomba hanno partecipato circa 200 persone, compresi i componenti della commissione medica. Sono intervenuti, tra gli altri, tutti i parenti di Padre Pio. C’erano gli otto figli dell’unica nipote vivente del Santo, Pia Forgione: Maria Giuseppa, Alfonso, Rachele, Orazio, Maria Pia, Tarcisia, Michele e Pio. C’era anche Pio Masone, nipote di Felicita Forgione, sorella di Padre Pio. Hanno partecipato anche Consiglia De Martino, la donna di Salerno guarita per intercessione di Padre Pio dalla rottura traumatica del dotto toracico, il miracolo è servito alla beatificazione del Cappuccino di Pietrelcina, e Matteo Pio Colella, il ragazzo di San Giovanni Rotondo affetto da una sindrome multiorgano scatenata da una meningite, la cui guarigione, ritenuta scientificamente inspiegabile, è stata dichiarata “miracolo” per la canonizzazione.VESCOVO, SANTO FA SOGNARE VISITA PAPA Papa Benedetto XVI in visita a San Pio? E’ la possibilità che ha lasciato intuire il vescovo della diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons.Domenico D’Ambrosio, al termine del suo discorso ai fedeli con cui ha annunciato che la tomba del santo era stata aperta per la ricognizione canonica. “Padre Pio – ha detto – ci vuole bene. Avete già capito chi forse ci porterà padre Pio”. D’Ambrosio, che è delegato dalla Santa sede per le opere e il santuario di san Pio, ha aggiunto solo un sorriso, ma le sue frasi sono state salutate dai fedeli con un lungo applauso.NEL 2006 PAPA ASSICURO’, VERRO’ AL SANTUARIO La possibilità che Papa Benedetto XVI si rechi a San Giovanni Rotondo per rendere omaggio alle spoglie di san Pio è avallata da un’assicurazione che lo stesso pontefice fece un anno e mezzo fa al vescovo della diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons.Domenico D’Ambrosio. Il 14 ottobre 2006, incontrando in forma privata il vescovo e una delegazione dei frati cappuccini del convento di Santa Maria delle Grazie, Benedetto XVI aveva infatti assicurato che era sua intenzione recarsi a San Giovanni Rotondo, in una data che si sarebbe dovuta stabilire. Da allora si è in attesa che venga fissato un giorno per la visita. Tra i frati e nella comunità ecclesiale di San Giovanni Rotondo c’é la convinzione che il fatto che le spoglie di san Pio verranno esposte ai fedeli per alcuni mesi dal 24 aprile prossimo potrebbe accelerare i tempi della visita papale. Benedetto XVI sarà in Puglia, nel Salento, il 14 e 15 giugno prossimi, ma il programma, già definito, non prevede al momento tappe a San Giovanni Rotondo.

                                                                                                            FONTE ANSA

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