E’ NATO JANUS, IL SUPERCOMPUTER DI ETHLAB
Febbraio 28, 2008
RICERCA & MERCATO
E’ nato Janus, il supercomputer di Ethlab
Jacopo TomasiUltraveloce e flessibile, costa 1 milione. Realizzato a Trento nel laboratorio Eurotech TRENTO. Per svolgere 8 milioni di miliardi di operazioni tre miliardi di persone, ovvero quasi tutta la popolazione terrestre occupata a tempo pieno, ci impiegherebbero sessanta giorni. A lui, invece, basta un solo secondo. Lui è Janus, il supercomputer frutto di una collaborazione italo-spagnola che ha preso forma presso il centro di ricerca di Ethlab, a Trento. Janus è il calcolatore più veloce che occupa lo spazio di un armadio. Ed è pronto per il mercato mondiale.
C’è una buona parte di Trentino in questa scoperta scientifica destinata ad irrompere con forza su scala mondiale. Janus, il supercomputer più rapido al mondo, capace di svolgere 8 milioni di miliardi di operazioni al secondo consumando solamente 10 kilowatt, è stato progettato da un pool di ricercatori italo-spagnoli e costruito dalla multinazionale friulana Eurotech nei laboratori del suo centro di ricerca di Ethlab, a Villa Tambosi di Villazzano. Un progetto da 800 milioni di euro, nato a metà del 2005 e che ha coinvolto prestigiosi centri di ricerca come i Dipartimenti di Fisica delle università di Ferrara e Roma, il Bifi di Saragozza e il centro Ethlab di Trento.
A distanza di quasi tre anni è arrivata questa macchina straordinaria capace di studiare oggetti sempre più piccoli e di simulare strutture che altrimenti la scienza moderna non potrebbe nemmeno immaginare. Un classico esempio di ricerca al servizio dell’industria: unica molla per spingere l’Italia, in ritardo, verso la strada dell’innovazione.
Janus è pronto a sbarcare sul mercato mondiale, come svela l’a.d. di Ethlab, Giampietro Tecchiolli. «Siamo pronti ad entrare su mercati nei quali serva una capacità di calcolo estrema, come laboratori di ricerca, genomica e genetica, grandi imprese in campo medico, istituti di fisica».
Sono già stati avviati contatti con grandi aziende europee e mondiali che per poter contare sui supercalcoli di Janus dovranno fare un investimento significativo: la macchina costa circa 1 milione di euro. L’esemplare che ieri era a Povo sarà trasportato all’università di Saragozza per la prima applicazione. Ma il grande vantaggio di Janus è la sua architettura completamente riconfigurabile: i suoi circuiti possono essere riprogrammati, riconfigurati e ricomposti. Grazie a questa “agilità” la seconda applicazione sarà effettuata all’Università La Sapienza di Roma.
Durante la presentazione di ieri hanno espresso grande soddisfazione tutti i gruppi di ricerca coinvolti e Tecchiolli ha ribadito la volontà di continuare continuare questo percorso. «Vogliamo portare avanti la ricerca sul supercalcolo e in Trentino ci sono le opportunità per fare sistema, grazie ai punti di eccellenza offerti dall’Università e dalla Fondazione Bruno Kessler, ma anche grazie alla libertà d’azione che ci è garantita dalla Provincia».
Provincia che non ha finanziato questo progetto, ma che lo ha sostenuto, come ha sottolineato l’assessore Gianluca Salvatori. «Abbiamo dato spazio e fiducia a questa ricerca senza pressioni e il risultato è arrivato. Ora non ci fermeremo: la ricerca è una leva per lo sviluppo del territorio e abbiamo altri traguardi importanti da raggiungere».
fonte l’Espresso
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