Posts filed under 'Cronaca'

AERONAUTICA: AL VIA LA GIORNATA AZZURRA

ROMA – Sei ore di esibizioni di aerei italiani e stranieri, pattuglie acrobatiche, Frecce Tricolori, la simulazione di un’azione aerea in zona di crisi. Sono le principali attrattive della Giornata azzurra 2008, la festa organizzata dall’Aeronautica militare a Pratica di Mare, che si é aperta questa mattina alle 9:30. Già dalle prime ore della mattinata l’affluenza alla manifestazione è stata massiccia. Oltre 100 mila persone sono già arrivate e se ne prevedono altrettante per il momento clou alle 17,30 con l’esibizione delle Frecce Tricolori. La grande affluenza ha creato non pochi disagi al traffico proveniente da Roma. Per questo, al momento è stato chiuso l’accesso dalla via Pontina a Pratica di Mare. Gli organizzatori consigliano a coloro che non sono ancora partiti dalla capitale di raggiungere il luogo della manifestazione possibilmente in moto scegliendo percorsi alternativi.
Per la manifestazione di quest’anno é stato organizzato anche un evento ‘tattico’, che mostra la capacità operativa dell’Aeronautica di operare in una zona lontana dai confini nazionali. Lo scenario prevede di mettere in sicurezza un aeroporto in una zona di crisi e utilizzarlo come testa di ponte per le successive operazioni in profondità, di stabilizzazione e per l’invio di presidi sanitari per la popolazione. L’evento vede coinvolte, in 40 minuti di azione spettacolare, tutte le componenti operative dell’Aeronautica. In particolare, sono impiegati due caccia Euro Fighter, per assicurare la superiorità aerea, ovvero il controllo dello spazio aereo, due velivoli cacciabombardieri Tornado e due AM-X per simulare operazioni di neutralizzazione e dissuasione della minaccia a terra, due elicotteri HH-3F e un elicottero AB-212 con a bordo incursori dell’Aeronautica e Fucilieri dell’aria. Durante l’esibizione, che ha avuto luogo stamani, questi ultimi hanno eliminato le ultime sacche di resistenza e fornito la necessaria cornice di sicurezza per l’atterraggio dei velivoli da trasporto C27J e C130J. Alla manifestazioni sono presenti numerose autorità: nel pomeriggio è anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa.

Fonte Ans del 25 maggio 2008

Add comment Maggio 25, 2008

NAPOLITANO -NO TRIBUNE TV AI TERRORISTI

(di Alberto Spampinato)
Il dovere della memoria impone innanzitutto il rispetto delle vittime del terrorismo e delle stragi. A loro lo Stato deve far sentire sostegno e vicinanza morale, e deve assicurare quella giustizia piena e chiara che “non sempre si è riusciti a fare”.Lo ha detto Giorgio Napolitano in un discorso vibrante di sdegno e a tratti interrotto da una commozione che ha bloccato la voce in gola al presidente della Repubblica. Per l’occasione,’ il “Giorno del ricordo delle vittime del terrorismo e delle stragi”, ha voluto al Quirinale un pubblico d’eccezione. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, i presidenti delle Camere Renato Schifani e Gianfranco Fini, numerosi ministri ed ex ministri e i familiari degli assassinati dalla violenza politica e dalla lotta armata. Il Quirinale ne ha elencati 378 nel libro stampato per l’occasione, che di ognuno reca nome, foto e storia personale, perché non bisogna ricordare solo come sono morti, vittime degli anni di piombo. A loro il capo dello Stato ha tributato un riconoscimento collettivo e solenne senza precedenti. “Vorrei sentiste questa iniziativa come un gesto di riparazione e di vicinanza per il dolore che avete sofferto per perdite irreparabili e per il senso di solitudine e di disattenzione che vi ha fatto temere di essere dimenticati insieme con i vostri cari. Non può essere, non deve essere così. E’ l’impegno che oggi prendiamo”.
L’Italia, ha aggiunto, vi “doveva da tempo” questo omaggio che non può esaurirsi in una cerimonia, deve essere “proiettato nel futuro”.

Certamente la vostra più grande fatica, ha detto il presidente, riprendendo le parole di Mario Calabresi, figlio del commissario ucciso a Milano nel 1972, è stata far crescere figli liberi dal rancore e dall’odio , scommettendo tutto sull’amore per la vita, per guardare avanti “nel rispetto della memoria”. “Purtroppo questo rispetto è spesso mancato e proprio da parte di responsabili delle azioni terroristiche”, ha detto. E non pochi sono rimasti reticenti, non riconoscono ancora oggi la natura criminale del terrorismo. Lo stato democratico si è mostrato generoso con loro, “ma gli ex terroristi non avrebbero dovuto avvalersi dei benefici per cercare tribune da cui esibirsi, per dare le loro versioni dei fatti, tentare subdole giustificazioni”. Napolitano ha chiesto “discrezione e misura” e memoria delle proprie responsabilità morali. “Si deve dar voce non a chi ha scatenato la violenza, ma a chi l’ha subita. Napolitano ha dedicato un ricordo specifico ad Aldo Moro, affermando che fu scelto dai terroristi non come bersaglio “simbolico”, ma quale “perno” del sistema democratico che volevano abbattere, e quale “nemico più consapevole” e più lungimirante. Restano purtroppo, ha concluso, rischi di rinascita del terrorismo e trovano terreno fertile più che in nostalgie totalitarie, pur richiamate, nella logica dell’intolleranza. Un ultimo richiamo è stato dedicato ai movimenti di protesta: il dissenso deve manifestarsi liberamente, ma con un limite invalicabile: il rispetto della legalità.

AL QUIRINALE SI CELEBRA ‘GIORNO MEMORIA VITTIME’
Si è svolta questa mattina al Palazzo del Quirinale – si legge in una nota della presidenza della Repubblica – alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, la cerimonia di commemorazione del “Giorno della memoria” dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, condotta da Mario Calabresi, nel corso della quale sono intervenuti il presidente della ‘Associazione tra i familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna’, Paolo Bolognesi; la studentessa del Liceo Classico ‘Arnaldo’ di Brescia, Anna Ceraso, per il progetto ‘Memoria’ che coinvolge gli studenti della città della strage di Piazza della Loggia; il presidente della ‘Associazione italiana vittime del terrorismo e dell’eversione contro l’ordinamento costituzionale dello Statò, Giovanni Berardi, e la signora Agnese Moro. Successivamente, prosegue la nota, Arnoldo Foà ha letto un brano del discorso del presidente Aldo Moro ai gruppi parlamentari della Democrazia Cristiana il 28 febbraio 1978, e un altro brano tratto da un articolo del Presidente Aldo Moro pubblicato su ‘Il Giorno’ il 10 aprile 1977. Il presidente Napolitano ha, quindi, pronunciato il discorso commemorativo del ‘Giorno della memoria’.

Al termine della cerimonia, il Maestro Salvatore Accardo ha eseguito, con la pianista Laura Manzini, la Sonata n.3 in re min. op. 100 di Johannes Brahms, in segno di omaggio a tutti i caduti per la Patria, la libertà e la legalità democratica. Erano presenti il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il presidente del Senato Renato Schifani, il presidente della Camera Gianfranco Fini, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il vicepresidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, i familiari del presidente Aldo Moro e dei componenti della scorta periti in via Fani, le rappresentanze delle associazioni dei familiari delle vittime del terrorismo e delle stragi, e numerose autorità civili e militari.
Fonte: ANSA

 

 

 

Add comment Maggio 10, 2008

APERTA LA BARA DI PADRE PIO

APERTA LA BARA DI PADRE PIO SAN GIOVANNI ROTONDO (FOGGIA) – L’annuncio ufficiale e’ arrivato quando mancavano quattro minuti all’1 di questa notte per bocca del vescovo delegato dalla santa Sede alle opere e al santuario di padre Pio, mons.Domenico D’Ambrosio: la bara contenente le spoglie del santo e’ stata aperta.
   La salma si e’ conservata bene, ha detto il prelato: ”Sin dall’inizio – ha riferito – si vedeva chiaramente la barba. La parte superiore del teschio e’ in parte scheletrita, il mento e’ perfetto, il resto del corpo e’ conservato bene. Si vedono benissimo il ginocchio, le mani, i mezzi guanti, le unghie. Se padre Pio mi permette, e’ come se fosse passato un manicure”.
   D’Ambrosio ha parlato dinanzi ad alcune centinaia di fedeli che dalla tarda serata di ieri si erano radunate in preghiera davanti al santuario quando si era diffusa la voce che la tomba sarebbe stata aperta. L’annuncio e’ stato accolto in modo composto, ma alla fine un lungo applauso ha accompagnato le parole di mons.D’Ambrosio quando questi ha confermato per il 24 aprile prossimo l’ostensione che sara’ presieduta dal prefetto della congregazione delle cause dei santi, cardinale Jose’ Saraiva Martins.
La prima conferma indiretta dell’apertura della tomba era stata data venti minuti dopo la mezzanotte da un frate cappuccino del convento, padre Fulgenzio. Il frate, uscendo dall’ingresso della foresteria e passando lungo un corridoio transennato circondato da fedeli e giornalisti, aveva detto ”E’ quasi intatto”. Dopo di lui erano usciti numerosi frati e anche alcuni medici, ma nessuno aveva dato la conferma ufficiale
dell’apertura della tomba, compito che spettava al vescovo.
LA SALMA ESPOSTA DAL 24 APRILE Sarà esposta nella cripta del sepolcro dal 24 aprile prossimo la salma di Padre Pio. Alla cerimonia di apertura della tomba hanno partecipato circa 200 persone, compresi i componenti della commissione medica. Sono intervenuti, tra gli altri, tutti i parenti di Padre Pio. C’erano gli otto figli dell’unica nipote vivente del Santo, Pia Forgione: Maria Giuseppa, Alfonso, Rachele, Orazio, Maria Pia, Tarcisia, Michele e Pio. C’era anche Pio Masone, nipote di Felicita Forgione, sorella di Padre Pio. Hanno partecipato anche Consiglia De Martino, la donna di Salerno guarita per intercessione di Padre Pio dalla rottura traumatica del dotto toracico, il miracolo è servito alla beatificazione del Cappuccino di Pietrelcina, e Matteo Pio Colella, il ragazzo di San Giovanni Rotondo affetto da una sindrome multiorgano scatenata da una meningite, la cui guarigione, ritenuta scientificamente inspiegabile, è stata dichiarata “miracolo” per la canonizzazione.VESCOVO, SANTO FA SOGNARE VISITA PAPA Papa Benedetto XVI in visita a San Pio? E’ la possibilità che ha lasciato intuire il vescovo della diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons.Domenico D’Ambrosio, al termine del suo discorso ai fedeli con cui ha annunciato che la tomba del santo era stata aperta per la ricognizione canonica. “Padre Pio – ha detto – ci vuole bene. Avete già capito chi forse ci porterà padre Pio”. D’Ambrosio, che è delegato dalla Santa sede per le opere e il santuario di san Pio, ha aggiunto solo un sorriso, ma le sue frasi sono state salutate dai fedeli con un lungo applauso.NEL 2006 PAPA ASSICURO’, VERRO’ AL SANTUARIO La possibilità che Papa Benedetto XVI si rechi a San Giovanni Rotondo per rendere omaggio alle spoglie di san Pio è avallata da un’assicurazione che lo stesso pontefice fece un anno e mezzo fa al vescovo della diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons.Domenico D’Ambrosio. Il 14 ottobre 2006, incontrando in forma privata il vescovo e una delegazione dei frati cappuccini del convento di Santa Maria delle Grazie, Benedetto XVI aveva infatti assicurato che era sua intenzione recarsi a San Giovanni Rotondo, in una data che si sarebbe dovuta stabilire. Da allora si è in attesa che venga fissato un giorno per la visita. Tra i frati e nella comunità ecclesiale di San Giovanni Rotondo c’é la convinzione che il fatto che le spoglie di san Pio verranno esposte ai fedeli per alcuni mesi dal 24 aprile prossimo potrebbe accelerare i tempi della visita papale. Benedetto XVI sarà in Puglia, nel Salento, il 14 e 15 giugno prossimi, ma il programma, già definito, non prevede al momento tappe a San Giovanni Rotondo.

                                                                                                            FONTE ANSA

Add comment Marzo 3, 2008

GRAVINA, “ORRIBILE MORTE PER I FRATELLINI”

 

GRAVINA IN PUGLIA (BARI) -Sono, col passare delle ore, sempre di più le conferme che Francesco e Salvatore Pappalardi non sarebbero morti subito dopo la caduta e a seguito di qualsiasi trauma subito: è probabile che siano deceduti a causa del freddo e per fame. L’ultima è di fonti vicine alle indagini che fanno questa valutazione, “a prescindere dal fatto che i due ragazzini siano caduti o siano stati scaraventati da qualcuno nella cisterna”.

“Abbiamo la sensazione, benché debba essere confortata con i dati tecnici, che abbiano subito un’orribile morte”, ha detto il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano, uscendo dalla casa padronale abbandonata in cui sono stati trovati i due cadaveri.

Intanto i due carri funebri con le bare dei fratellini di Gravina sono usciti della casa padronale abbandonata dove sono stati trovati i cadaveri. La gente affacciata ai balconi ha salutato con un applauso il passaggio delle bare con i resti di Ciccio e Tore. I corpi verranno portati al Policlinico, dove domani mattina, nell’Istituto di medicina legale dell’Università di Bari, la madre di Ciccio e Tore, Rosa Carlucci, dovrà fare il riconoscimento ufficiale dei resti.

FORSE PER UN PO’ VIVI IN CISTERNA
Voci che filtrano tra le maglie degli investigatori, mezze conferme cominciano a delineare nettamente l’ipotesi che i due fratellini possano aver avuto una morte lenta, una morte atroce, peggiore di quella che sarebbe toccata loro se fossero morti a causa della caduta nel pozzo. Da alcuni dati emergerebbe infatti che, per qualche tempo, i bambini possano essere rimasti vivi nella cisterna. I corpi non sono in corrispondenza dell’imboccatura del pozzo, che è larga poco meno di un metro per un metro. Non sono quindi rimasti fermi dopo essere precipitati giù – gettati o caduti – per i 22 metri del cunicolo che dal terrazzo porta alla cisterna sotto l’edificio. I corpi infatti sono entrambi da un lato, a una distanza l’uno dall’altro di una quindicina di metri. Di qui la ricerca – confermata stamane dal questore – di possibili luoghi di accesso alla cisterna diversi dall’imboccatura del cunicolo sul terrazzo. I due corpi inoltre sarebbero stati trovati rannicchiati, in posizione fetale. Qualcuno azzarda una descrizione, ma, su questa, nessuna conferma: uno con le mani giunte tra le gambe, l’altro col pollice in bocca. Uno dei due corpi certamente non ha le scarpe ai piedi: esse sono slacciate e poste in modo ordinato vicino al corpo. La posizione delle scarpe escluderebbe anche che i corpi possano essere stati spostati da una massa d’acqua piovana penetrata nella cisterna – che attualmente è del tutto asciutta – nei due inverni trascorsi dalla scomparsa dei fratellini.

QUESTORE: “LE ACCUSE AL PADRE SONO ANCORA VALIDE”
 ”L’impianto accusatorio al momento rimane in piedi. Non è una questione di principio perché finora parliamo di indizi molto gravi”. Lo ha dichiarato il questore di Bari, Vincenzo Speranza, parlando con i giornalisti in riferimento alle indagini sulla scomparsa dei fratellini di Gravina, aggiungendo tuttavia, tra varie altre considerazioni: “Non mi sentirei di escludere la caduta accidentale”.
“La magistratura – ha proseguito il questore – ha avallato ipotesi investigative e sufficienti indizi di colpevolezza nei confronti del padre dei ragazzini, e poi c’é tutta una serie di contraddizioni”. Tornando all’ipotesi della caduta accidentale, Speranza ha poi aggiunto che comunque “é difficile che si possa essere verificata un’ipotesi del genere anche perché i fratellini non erano proprio piccolini che non si rendevano conto del pericolo”.

Fonte: Ansa

Add comment Febbraio 26, 2008

AFGHANISTAN, ORDIGNO CONTRO ITALIANI: DUE FERITI

Afghanistan, valle del Gulistan, nella turbolenta provincia di Farah, metà mattinata: un convoglio di militari italiani è in viaggio per avvicendare un’omologa unità spagnola impegnata da due settimane in un’attività di controllo del territorio, quando un ordigno esplode sulla strada. Due soldati sono feriti, danneggiata la parte anteriore del mezzo sul quale si trovano, un veicolo tattico leggero multiruolo Lince, fornito di una speciale blindatura anti-mine che ha evitato conseguenze più gravi. I due feriti vengono trasportati subito all’ospedale militare della base di Camp Arena, a Herat, da dove possono informare personalmente le famiglie sulle loro condizioni di salute, che non destano preoccupazioni: uno ha riportato ferite da taglio lievi al mento, l’altro una leggera ustione sotto al naso.Entrambi stanno bene, anche se vengono tenuti sotto osservazione. Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, si è subito informato sull’accaduto, ha riferito al presidente della Repubblica ed al presidente del Consiglio ed ha espresso ai feriti l’augurio di una pronta guarigione. Ancora tensione, dunque, per gli italiani in Afghanistan, a pochi giorni dall’uccisione del primo maresciallo Giovanni Pezzulo, colpito da armi da fuoco in un agguato a circa una sessantina di chilometri da Kabul. Questa volta, teatro del fatto è una strada a circa 30 chilometri a nord di Delaram, nella provincia di Farah, teatro in passato di numerosi attacchi con ordigni esplosivi. Il 12 febbraio scorso, un attentatore suicida, sempre del distretto di Delaram, si è fatto esplodere contro un convoglio Nato, causando il ferimento di un militare americano. E, nella valle del Gulistan, nei giorni scorsi la polizia nazionale afgana e i militari Isaf hanno trovato un deposito con 39 bombe da mortaio: le munizioni sono quindi state distrutte da un team Eod (Explosive ordnance disposal). L’area, che confina con la provincia di Helmand dominata dai Taleban, è quindi ad alto rischio e viene pattugliata dalle forze della Nato per evitare infiltrazioni nella provincia di Herat. Il portavoce del contingente, capitano Federico Collina, sottolinea “la sicurezza dei mezzi in dotazione ai militari, che ha evitato danni più gravi”. Quanto all’ordigno, “le indagini sono in corso e, allo stato attuale, non si può dire se si è trattato di un attacco o l’esplosione di una delle tante mine disseminate sul territorio durante le tante guerre che hanno dilaniato l’Afghanistan”.       

 

                                                                                                                                                                                                   Fonte ANSA

Add comment Febbraio 23, 2008


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